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Archivio per maggio 2010

Inaugurazione nuovo impianto Bi-Du

30 maggio 2010 Beppesan Nessun commento

Dopo circa un anno di lavoro, Beppe e soci hanno finalmente potuto inaugurare il nuovo impianto di produzione.Inaugurazione nuovo impianto BiDu 031

Abbandonato quindi lo storico impianto da 200 litri che fu il primo del Birrifici Italiano, si passa ora a uno da 1200 litri a cotta: un po’ meno bello da vedere (l’impianto in rame ha sempre il suo fascino), ma sicuramente più comodo e tecnologicamente più avanzato.

Che dire… entrare nel nuovo capannone da 600 mq e vedere il tutto è spettacolare. Andiamo in ordine visivo e di produzione: magazzino materie prime con mulino annesso, “pentoloni” ultratecnologici per facilitare il lavoro del birraio ma che permette anche un maggior controllo su tutte le fasi della cotta, sala fermentazione con i suoi bei tini troncoconici, maturatori di diverse dimensioni, imbottigliatrice e infustatrice (si dice così?), cella “calda” per le rifermentazione in bottiglia, cella fredda per la conservazione, banco spina (che non guasta mai).

Inaugurazione nuovo impianto BiDu 006Come dicevo l’impianto è moderno, studiato bene e con grande uso della tecnologia. Ci sono sensori praticamente ovunque che controllano tutte le fasi produttive. Per esempio se ci dovesse essere un temporale, non è necessario che il mastro stia li a controllare che non salti la corrente: se succede qualcosa il sistema di controllo invia mail e sms a tutti in modo che qualcuno possa intervenire velocemente. Ma questo è solo un esempio… si possono controllare e regolare le temperature di tutti i tini (maturazione e fermentazione) da un pannello di controllo, indicando anche di quanti gradi scendere o salire e in quanto tempo. Controlli di questo tipo credo che oltre che facilitare la vita del birraio possano anche aiutare a migliorare ulteriormente la qualità del prodotto finale (riducendo eventuali errori umani e comunque lavorando in modo più preciso).

Attualmente l’impianto permette di fare 3 cotte a settimana, in pratica “l’imbuto” sta nei tini di fermentazione e maturazione che al momento non possono contenere altra birra. Ma lo spazio non manca e quindi in futuro credo che saranno previsti altri investimenti per permettere la produzione di altre cotte (un passo alla volta: già così credo che l’investimento non sia stato proprio così banale… tutt’altro).

La festa è stata piacevole: iniziata alla 10 (io sono arrivato verso le 11) l’afflusso di gente è stato praticamente continuo. Beppe offriva birra a tutti e c’erano formaggi, salumi, salatini e altro ancora da mangiare (altrimenti è dura andare avanti bevendo solamente dalle 10 del mettino!!).
Le birre alla spina erano le due storiche del Bi-Du: rodersch e Altigianale, più la junior e la saltinmalto (chiamata amichevolmente “sale”).
Tutte a posto; solo la rodersch me la ricordavo più limpida (un fattore puramente estetico dunque, che a me non cambia la vita… ma magari un locale che deve proporla ai propri clienti potrebbe stortare un po’ il naso), ma probabilmente  sarebbe bastato qualche giorno in più di maturazione, oppure una microfiltratura.Inaugurazione nuovo impianto BiDu 042

Piccola nota a margine: belli i disegni delle nuove etichette, che sono stati disegnati da un artista-pittore conosciuto da Beppe a Rimini: veramente simpatiche!

Ringrazio Beppe e soci per l’accoglienza e la disponibilità e gli auguro tante belle cose con il nuovo impianto!

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Pils Pride 2010

29 maggio 2010 Beppesan Nessun commento

pils pride 028Con il mio solito ritardo…. ecco il report del pils pride 2010 che si è tenuto l’8 e il 9 maggio presso il Birrificio Italiano di Lurago Marinone.

Un po’ di storia: questa è stata la quarta edizione della manifestazione che vede le Pils come assolute e uniche protagoniste. Il pils pride (orgoglio pils) è nato dalla mente di Agostino Arioli, birraio del Birrifio Italiano (che ospita la manifestazione). Tutte pils alla spina dunque, italiane e straniere, da assaggiare e riassaggiare, paragonare fra loro, degustare in tutta tranquillità.

Quest’anno c’erano:

- Extra Hop, Birrificio Italianopils pride 005
- Grigna, Birrificio Lariano
- Jever Pils
- Radeberger Pils
- Levante, Statale Nove
- Magutt, Birrificio Lambrate
- Omnia, Babb
- P.I.L.S., Pausa Caffè
- Shoenramer Keller Pils
- Sausa Pils, Vecchio Birraio
- Tipopils, Birrificio Italiano
- Via Emilia, Birrificio del Ducato
- Zwickel Pils, Beck Bräu

Come sempre c’era anche della buona musica live per accompagnare le bevute: al sabato musica folk e la domenica jazz.

Ma veniamo alle birre.

GRIGNA: buona, ben luppolata e bilanciata, una di quelle che mi son piaciute di più assieme alle padrone di casa.

LEVANTE: Buona ma non l’ho trovata particolarmente caratterizzata.

VIE EMILIA: come sempre la luppolatura di questa birra è molto abbondante.

REDEMBERGER: Talmente limpida che ha dato l’impressione ( e probabilmente lo è effettivamente) di essere filtrata. Si tratta di una pils più tradizionale, in stile tedesco, quindi differente da quelle a cui siamo abituati in italia, quindi non credo ci sia dry hopping. Diciamo che si avvicina di più a una produzione “industriale” che a una artigianale.

P.I.L.S.: E’ una birra che ha fatto molto discutere. Già visivamente si capisce che c’è qualcosa di diverso.. anzichè essere bionda ha delle sfumature rossicce. Non conoscevo la birra, quindi chiacchierando ho cercato di carpire qualcosa in più. E’ una birra maturata in botte, che potrebbe assomigliare più a una pils di inizio 1900 che ad una dei giorni nostri.

OMNIA: Altra ottima (ri)scoperta, da berne a secchiate.

TIPOPILS: che dire… è la birra di cui mi sono innamorato anni e anni fa… e continua a piacermi e a non stancarmi mai!

SAUSA PILS: in questa birra si sente maggirmente il malto rispetto alle altre che ho assaggiato, ma comunque il luppolo, soprattutto quello da amaro, si sente.

MAGUTT: la pils del Lambrate, molto carica di amaro, ma un po’ più “dolce” e corposa rispetto alle altre pils presenti.

DEGUSTAZIONE:
Durante la giornata di domenica c’è stata la confernza-degustazione tenuta da Giovanni Campari (mastro birraio del Birrificio Del Ducato, che ha fatto scuola in quel di Lurago qualche annetto fa) . Dopo l’introduzione sulle caratteristiche e la storia di questo stile birraio, abbiamo assaggiato 3 birre scelte da Giovanni per esporre tre diverse interpretazioni dello stile:

- Una “German Pils”, che rispetto alle sorelle boeme sono più chiare, più secche e con più luppolo, con un malto meno caratterizzante. Sia le German Pils, che le pils boeme sono filtrate, mentre le Keller non lo sono. Fatta questa premessa, assaggiamo la Jever, che viene prodotta nel nord della Germania (e teoricamente non dovrebbe essere pastorizzata); è una birra dal colore molto pulito, chiaro e brillante, molto limpida (dovuta alla filtratura). Ben maltata con un luppolo ben distinto, erbaceo. In bocca è bilanciata, molto amara e persistente ma non astringente. E’ molto secca, indice che gli zuccheri presenti nel mosto sono stati tutti attenuati.

pils pride 026- il secondo assaggio inizialmente alla cieca l’ho quasi azzeccato: ho capito che si trattava di una birra del Birrificio Italiano, ma ho scambiato la extrahop per la Tipopils… dovrò tornare più spesso al birri per assaggiarle meglio!! La extrahop è una birra chiara, abbastanza limpida, con una bella schiuma candida. E’ decisamente più luppolata della precedente (direi che in generale è una delle più luppolate in italia) e il malto va quasi in secondo piano. Il corpo è esile e il gusto è molto persistente.
Durante questo assaggio abbiamo potuto ascoltare i birrai (agostino e maurizio del birri, giovanni del ducato) che discutevano su come effettivamente viene prodotta questa birra. Abbiamo quindi scoperto che viene leggermente filtrata. E’ l’unica birra del B.I. in cui vengono utilizzati i fiori freschi del luppolo e non i pellets per l’ultima aggiunta (mentre in fase di bollitura utilizzano i pellets. In realtà per questa cotta sono stati usati i pellets in quanto i fiorni vengono usati solamente nella prima produzione che avviene appena dopo il raccolto del luppolo). I fiori vengono utilizzati anche nel dry hopping, caratteristica delle pils italiane, che conferisce anche l’astringenza alla birra, oltre che l’erbaceo e il resinoso. Per la extra hop il luppolo viene aggiunto anche in maturazione (pratica che a noi home brewer risulta un po’ difficoltosa purtroppo..). Questa birra fermenta per 10/12 giorni a 8°C, poi passa almeno 5 settimane di lagering in serbatorio. Viene leggermente filtrata per evitare la presenza di lievito che rischierebbe di rovinare un po’ il sapore. da qualche tempo viene prodotta per infusione, mentre prima era per decozione (questa tecnica ora viene usata solo per la Flourette).

- come era immaginabile, il terzo assaggio è stato la P.I.L.S., acronimo di Pils In Legno di Slavonia. Come accennato sopra, questa birra viene fatta maturare in botti in legno di slavonia; ha un colore tendente al rossiccio ambrato. Al naso si sente il caramello, un po’ di ossidazione del malto e un sentore leggermente marsalato; il luppolo passa in secondo piano e non si sente particolarmente. In bocca è secca e amara, si sente ancora il caramello ed è decisamente diversa da tutte le altre birre assaggiate.

Sintesi della manifestazione:
pils pride 008per me che sono un amante delle Pils è sicuramente un evento imperdibile, giunto ormai alla sua quarta edizione, aspetto impaziente la quinta! La Grigna è la birra che mi ha sorpreso di più: non la conoscevo e devo ammettere che mi è piaciuta veramente molto. Tra italiane e tedesche preferisco di gran lunga le italiane… ma son gusti personali.
Attendiamo fiduciosi il quinto appuntamento del Pils Pride, e magari parteciperò (se ci sarà ancora) alla degustazione alla cieca con conseguente tentativo di azzeccare tutte le birre bevute!

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