Archivio

Archivio per la categoria ‘Birraiolo.it’

Inaugurazione nuovo impianto Bi-Du

30 maggio 2010 Beppesan Nessun commento

Dopo circa un anno di lavoro, Beppe e soci hanno finalmente potuto inaugurare il nuovo impianto di produzione.Inaugurazione nuovo impianto BiDu 031

Abbandonato quindi lo storico impianto da 200 litri che fu il primo del Birrifici Italiano, si passa ora a uno da 1200 litri a cotta: un po’ meno bello da vedere (l’impianto in rame ha sempre il suo fascino), ma sicuramente più comodo e tecnologicamente più avanzato.

Che dire… entrare nel nuovo capannone da 600 mq e vedere il tutto è spettacolare. Andiamo in ordine visivo e di produzione: magazzino materie prime con mulino annesso, “pentoloni” ultratecnologici per facilitare il lavoro del birraio ma che permette anche un maggior controllo su tutte le fasi della cotta, sala fermentazione con i suoi bei tini troncoconici, maturatori di diverse dimensioni, imbottigliatrice e infustatrice (si dice così?), cella “calda” per le rifermentazione in bottiglia, cella fredda per la conservazione, banco spina (che non guasta mai).

Inaugurazione nuovo impianto BiDu 006Come dicevo l’impianto è moderno, studiato bene e con grande uso della tecnologia. Ci sono sensori praticamente ovunque che controllano tutte le fasi produttive. Per esempio se ci dovesse essere un temporale, non è necessario che il mastro stia li a controllare che non salti la corrente: se succede qualcosa il sistema di controllo invia mail e sms a tutti in modo che qualcuno possa intervenire velocemente. Ma questo è solo un esempio… si possono controllare e regolare le temperature di tutti i tini (maturazione e fermentazione) da un pannello di controllo, indicando anche di quanti gradi scendere o salire e in quanto tempo. Controlli di questo tipo credo che oltre che facilitare la vita del birraio possano anche aiutare a migliorare ulteriormente la qualità del prodotto finale (riducendo eventuali errori umani e comunque lavorando in modo più preciso).

Attualmente l’impianto permette di fare 3 cotte a settimana, in pratica “l’imbuto” sta nei tini di fermentazione e maturazione che al momento non possono contenere altra birra. Ma lo spazio non manca e quindi in futuro credo che saranno previsti altri investimenti per permettere la produzione di altre cotte (un passo alla volta: già così credo che l’investimento non sia stato proprio così banale… tutt’altro).

La festa è stata piacevole: iniziata alla 10 (io sono arrivato verso le 11) l’afflusso di gente è stato praticamente continuo. Beppe offriva birra a tutti e c’erano formaggi, salumi, salatini e altro ancora da mangiare (altrimenti è dura andare avanti bevendo solamente dalle 10 del mettino!!).
Le birre alla spina erano le due storiche del Bi-Du: rodersch e Altigianale, più la junior e la saltinmalto (chiamata amichevolmente “sale”).
Tutte a posto; solo la rodersch me la ricordavo più limpida (un fattore puramente estetico dunque, che a me non cambia la vita… ma magari un locale che deve proporla ai propri clienti potrebbe stortare un po’ il naso), ma probabilmente  sarebbe bastato qualche giorno in più di maturazione, oppure una microfiltratura.Inaugurazione nuovo impianto BiDu 042

Piccola nota a margine: belli i disegni delle nuove etichette, che sono stati disegnati da un artista-pittore conosciuto da Beppe a Rimini: veramente simpatiche!

Ringrazio Beppe e soci per l’accoglienza e la disponibilità e gli auguro tante belle cose con il nuovo impianto!

Categorie:Birraiolo.it Tag:

HOMEBREWERS OPEN DAY

30 marzo 2010 Beppesan Nessun commento

FACCIAMO LA BIRRA TUTTI INSIEME!!
Homebrewers Open Day 003Ieri, domenica 28 marzo 2010, presso il Birrificio Rurale si è tenuta questa manifestazione dove gli homebrewers hanno avuto la possibilità di fare una cotta tutti assieme (con i propri fornelloni, pentoloni, ecc.), alla presenza di veri birrai (ovvero i mastri del Birrifio Rurale).
Come da programma della giornata, alle Ore 8.30 eravamo li, abbiamo scaricato tutte le attrezzature e poi ci siamo dati da fare.

Prima mossa: andaimo a macinare i grani con il macinino del birrificio. Mai macinatura fu così veloce: 9kg di malto in meno di un minuto (ce la siamo presa comoda).
Già qui il primo suggerimento da parte di Lorenzo (mastro del Birrificio Rurale): mi ha consigliato la dimensione della macinatura e questo mi ha favorito nella fase di sparging. Per la prima volta non mi si è intasato il bazooka e il tutto è stato molto più veloce e comodo.

Nel frattempo avevamo già fatto scaldare i pentoloni, quindi una volta sfruttato il montacarichi per portare giù i grani macinati, abbiamo potuto dare il via all’ammostamento.

Per me è filato tutto liscio come l’olio, tranne qualche problema con il mantenimanto della temperatura (devo decidermi a cambiare termometro).

Homebrewers Open Day 116Ognuno era concentrato sul proprio pentolone, ma quattro chiacchiere con i vicini di cotta si sono scambiate volentieri, apprendendo così varie tecniche, trucchetti, ricette, ecc… Questa in fin dei conti è stata la cosa più interessante della giornata.
Per esempio ho scoperto che se con una schiumarola tiri via la “panna” che si forma sopra al mosto prima della bollitura finale, questa non cercherà di uscire dal pentolone sporcando tutto e spegnendoti il fornellone; ho scoperto che un buon metodo per sterilizzare istantaneamente è una soluzione di acqua e alcol (un po’ costoso… ma un giretto a Livigno potrebbe abbassare la spesa); ho scoperto che in assenza del tubo cristal si può passare il mosto in un contenitore (un bicchiere o qualcosa di simile, magari con una capienza di qualche litro) per non farlo spashare in fase di sparging.

Poi altre piccole cose, paricolari, attrezzature, ecc… insomma… è un po’ come fare un esperimento a scuola dove puoi sbirciare i compagni più bravi di te, e aiutare quelli meno capaci o meno esperti.
Credo di aver imparato più cose in una cotta come questa, piuttosto che con tutte quelle che ho fatto in solitaria.

Ma continuiamo con la narrazione.
Finita lo bollitura con le varie aggiunte di luppolo, siam passati al raffreddamento del mosto. Io purtroppo ho dimenticato (fra le altre cose) la serpentina a casa. Mi è stata gentilmente prestata da un vicono di cotta, ma comunque l’organizzazione dei ragazzi del birrificio Rurale è stata ottima da questo punto di vista: c’era acqua per tutti, una serpentina per tutti, spazio per tutti e, soprattutto, una mano e un buon cosiglio per chiunue ne avesse avuto bisogno.

Un po’ (molto) meno efficiente l’organizzazione dal punto di vista “cassa/grigliata”: code lunghissime e, diciamola tutta, anche la carne non è che fosse delle migliori.
Personalmente non ho patito molto questo inconveniente in quanto ero intento nella cotta; ma i miei amici che erano venuti più per la grigliata che per la cotta, han dovuto fare un’oretta di coda per mangiare… nonostante avessimo prenotato anche per il pranzo. Lamentele per questo aspetto della giorna comunque le ho sentite un po’ da tutte le parti ma, personalmente, non mi ha rovinato la giornata.

Homebrewers Open Day 108Raffreddato il mosto si è messo tutto nel fermentatore è poi via con l’aggiunta del lievito (avevo preparato circa 2 litri di starter con un Londo Ale 1028 bello fresco).

La parte più pallosa è stata pulire il tutto. Ho optato per una pulitura grossolana e ho caricato tutto in auto… ho finito di pulire tutto a casa con calma.

Ma la giornata non è finita li.
Siamo andati a prendere le birre che avevo portato per gli assaggi ed è partita una degustazione guidata da Schigi. La mia Weiss extra luppolata è stata la prima ad essere aperta.
Stroncata da Schigi (sapevo che aveva un paio di difetti, soprattutto un corpo debole e una leggera astringenza), ho sentito anche i commenti di Silvio (altri mastro del birrificio) un po’ meno “cattivi”, e poi sono andato a bere coi miei amici una sorella della bottiglia degustata (loro si che mi han dato soddisfazioni!! ce la siamo bevuta tutta con gusto!!).
Scherzi a parte, anche questa fase della giornata è stata molto produttiva: delle critiche costruttive, accompagnate anche a delle ipotesi sulle cause di questi difetti, sono sempre ben accette in quanto permettono di individuare eventiuali errori in fase produttuva e quindi poter cercare di correggerli.

Homebrewers Open Day 176Durante la cotta, il pranzo, le pulizie e tutto il resto del tempo, abbiamo bevuto ovviamente le produzioni del Birrificio Rurale, tutte in gran forma, compresa la Milady a pompa. Purtroppo a fine serata non ho potuto gustarmi la Terzo Miglio a pompa (ma me ne ero già bevute due “classiche”) in quanto dovevo guidare per tornare a casa.

Ah, quasi dimenticavo!!!
Verso le 11, BBTex ha tenuto una presentazione su “I misteri della fermentazione”: una serie di slide descritte e spiegate da Davide, sulla fermentazione in generale. Non è stata una cosa molto tecnica, anche perchè il pubblico non era propriamente preparato: c’erano tanti curiosi che passeggiavano fra i vari pentoloni e si son fermati ad ascoltare le spegazioni di Tex. (magari se Tex mi passerà le slide farò un riassunto e o pubblicherò su queste pagine).

Per me è stata una gran bella esperienza, da ripetere assolutamente (se non la riorganizzano loro lo faccio io!!).

E per finire, ecco il gorgogliatore che gorgoglia felice (chiedo scusa per la ripresa sbilenca!)

Una Birra per L’Abruzzo

13 marzo 2010 Beppesan Nessun commento

Tutti ricordiamo con dolore il sisma che il 6 aprile colpì l’Abruzzo.
In molti si sono organizzati per raccogliere fondi da destinare alle popolazioni colpite dal terremoto.
Uno di questi è stato il Piccolo Birrificio:

Ciao,

come penso a tutti voi sia successo oggi, mi sono ritrovato in auto di rientro in birrificio a chiedermi come avrei potuto aiutare le vittime del terremoto. Purtroppo il lavoro non mi permette di recarmi in Abruzzo e non ho nemmeno grandi disponibilità di danaro.

Ciò che ho è la birra. In particolare ho una cotta di una nuova birra che avrei imbottigliato la prossima settimana. Ho pensato che potevamo insieme fare qualcosa.

L’idea è di vendere l’intera cotta, etichettata per l’occasione in modo che sia riconoscibile, e che l’intero ricavato, al netto delle sole spese di spedizione (perché il corriere non ha accettato di contribuire) venga devoluto alla CRI destinato all’Abruzzo.

In pratica la birra viene venduta in confezioni da 24 bottiglie da 33cc al prezzo di 50€ a cartone. Per ogni cartone venduto il corriere ci chiede una tombola (20€) e solo la differenza (ad oggi 30€) andrebbe alla CRI. Domani proviamo con Poste Italiane per vedere se riusciamo ad ottenere costi più bassi e di conseguenza aumentare il contributo alla CRI. In ogni caso anche se non otteniamo un miglior prezzo l’operazione viene fatta.

Dovremmo riuscire ad ottenere tra 80 e 100 cartoni ( lo sapremo dopo aver imbottigliato gli 800 litri della cotta) che dovrebbero portare un contributo compreso tra 2400€ e 3000€ almeno (se riusciamo a contenere i costi di trasporto anche qualcosa in più).

Comunque la cosa funzionerebbe così:

  • Chi vuole contribuire può fare una richiesta a mezzo mail ad abruzzo@piccolobirrificio.com
  • Mandiamo a chi lo chiede, il numero di ccp sul quale fare il versamento (ancora non lo abbiamo potuto aprire ma dovremmo averlo per domani)
  • Alla fine della prossima settimana cominciamo a spedire le confezioni.
  • Per ogni acquisto noi facciamo un versamento sul ccp n° 300004 intestato a CRI via Toscana 12 Roma pro terremoto Abruzzo della cifra al netto dei costi di trasporto a nome dell’acquirente.
  • MOBI ci ha dato ospitalità e pubblicheremo la lista completa degli acquirenti , i dati relativi ai versamenti fatti e la fattura relativa ai costi di trasporto sostenuti.
  • Noi non tratterremo nulla.

Pensiamo che per una volta il perché beviamo una birra sia meno importante del per chi lo facciamo.

L’iniziativa è stata appoggiata e sostenuta da diversi sito/forum/blog a tema brassicolo. Si è cercato di creare dei gruppi di acquisto per limitare le spese di trasporto e quindi aumentare il ricavato da devolvere alla Croce Rossa Italiana.

Nel mio piccolo ho voluto contribuire acquistandone una cassa, unendo quindi l’utile al dilettevole.

La birra è arrivata qualche giorno fa e devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso: non conoscevo bene il birrificio in questione, avevo solo effettuato qualche assaggio nelle varie fiere e manifestazioni.
La birra in questione è una “BRUIAR” una birra chiara di frumento e segale di 13° plato con l’aggiunta di spezie in bollitura (coriandolo e arancio dolce) ed in fase di imbottigliamento con un liqueur de dosage. [IBU: 35 - alc. Vol. 5,8% - rifermentata con un lievito da prosecco fino a 3 vol.]
Al primo assaggio l’h0 trovata strana, ma non in senso negativo, meglio dire originale forse. Negli assaggi successivi ho imparato ad apprezzarla e a conoscerla sempre di più, svuotando mezza cassa nel giro di una settimana.

Complimenti quindi allo staff del Piccolo Birrificio Apricale sia per la lodevole iniziativa benefica, sia per la qualità del prodotto realizzato. Nota di merito anche per l’organizzazione e la gestione delle ordinazioni: ci sono stati dei ritardi nei preparativi e nella spedizione, ma alla fine è arrivato tutto a tutti.

IBF 2010 – Milano

7 marzo 2010 Beppesan Nessun commento

Eccoci giunti al quinti appuntamento con questa manifestazione organizzata dall’associazione ADB.

Questo l’elenco degli espositori presenti:

1989 – Italia
Amiata – Italia
Bacherotti – Italia
Bauscia – Italia
Bi-Du – Italia
Birrone – Italia
BOA – Italia
Croce di Malto – Italia
del Ducato – Italia
Freccia – Italia
Geco – Italia
Henquet – Italia
L’Inconsueto – Italia
L’Orso Verde – Italia
Lariano – Italia
Les 3 Fourquets – Belgio
Menaresta – Italia
Rurale – Italia
San Paolo – Italia
Schäffler Bräu – Germania
Sguaraunda – Italia
Toccalmatto – Italia
Valcavallina – Italia

IBF 2010 002Abbiamo deciso di recarci all’IBF nel primo pomeriggio in modo da riuscire a girare la manifestazione con tranquillità prima dell’arrivo della massa serale. La scelta è stata ottima in quanto abbiamo fatto in tempo a girare un po’ fra gli stand dei birrifici e a parlare con qualche birraio oltre che con gli altri appassionati.
Questa manifestazione ormai è diventata per me un’occasione per incontrare facce conosciute come Inoki & Co. della Carboneria Reggiana, il buon Panzer, Corrado, ecc..

Prima di buttarci sulle birre sconosciute, abbiamo deciso di fare qualche assaggio di “riscaldamento” andando sul sicuro. Ci siamo recati quindi allo stand del Birrificio Rurale dove abbiamo potuto assaggiare tutte e tre le loro produzioni: Seta, Terzo Miglio (fresca vincitrice del primo premio al concorso Birra Dell’Anno 2010) e la Milady. Birre in gran forma!

Siamo passati poi a una nostra vecchia conoscenza: il Birrificio Orso Verde, con le ultra conosciute e apprezzate (almeno da me) Backdoor Bitter e la Rebelde. Una bella (ri)scoperta è stata la sua EdenBlanche: era una vita che non la bevevo e ne sono rimasto piacevolmente colpito. L’ho trovata molto migliorata rispetto all’ultimo assaggio (che risale a qualche annettò fa).

Passiamo quindi alle birre che non avevamo ancora assaggiato. Su consiglio dei ragazzi della Carboneria Reggiana proviamo quelle del Birrone, in paricolare la Cibus, la birra dei frati. Il Birraio infatti ci ha raccontato la storia di quella tipologia di birra, che veniva prodotta dai frati per aaffrontare il periodo della quaresima, nel quale erano costretti a digiunare. Questa birra di frumento era molto sostanziosa e alcolica (7.5%Alc.), la consumavano come se fosse un pasto bello sostanzioso, e poi tutti a nanna a smaltire la sbornia :-)

Passando davanti allo stand del Bi-Du non riusciamo a resistere ad un assaggio Di ArtigianAle, sempre buona (peccato non riuscire a berla così spasso come prima…)

Andiamo in un altro birrificio che non conoscevamo: ‘na Birretta.
- Chiara: leggera puzzetta solfurea… la lasciamo scaldare un po’, la puzzetta se ne va e lascia spazio all’assaggio di una birra tutto sommato buona.
- Raaf: quaesta birra affumicata non mi ha lasciato molto soddisfatto… ma è questione di gusti dato che altri l’hanno apprezzata.

Birrificio Amiata. Son sicuro di aver già assaggiato qualcosa di questo produttore, ma non ricordandomi nulla ho optato per qualche assaggio:
- Contessa: una IPA chiara, molto luppolata e beverina… una di quelle che mi son piaciute di più in questa manifestazione
- Drago della Selva: scottish ale leggermente affumicata, non l’ho trovata particolarmente entusiasmante (molto meglio la sorella IPA!)

Birrificio Henquet: l’unico in cui (saggiamente) ti danno l’opportunità di assaggiare le loro produzioni prima di fartele “pagare”. In questo stand ho assaggiato la Träpunä, una Maibock molto buona che mi ha lasciato soddisfatto della scelta.

Andiamo a fare tappa da altre vecchie conoscenze, cercando di assaggiare però qualche produzione nuova e ancora sconosciuta.
Birrificio del Ducato:
- Bink -> è quella che mi è piaciuta di più delle 4 assaggiate.
- Via Emilia -> non ha bisogno di presentazioni, è una vecchia conoscenza per tutti coloro ai quali piaccione le pils ben luppolate
- Bia -> IPA beverina e non eccessivamente luppolata
- Sally Brown -> E’ una via di mezzo fra una porter e una stout

Toccalmatto:
- Qui ho potuto assaggiare un’altra delle birre a mio avviso più buone presenti in fiera: la Skizoid. Una birra che rispecchia esattamente i miei gusti, una APA agrumata e resinosa dalla luppolatura estremamente abbondante (molto probabilmente luppoli americani).

La sera ormai è arrivata e quindi è giusta quasi l’ora di tornare a casa. Allora decidiamo di rifare un saltino allo stand del Birrificio Rurale dove assaggiamo un’altra Seta (differente da quella assaggiata nel primo pomeriggio): in questa il coriandolo si sente molto di più e quasi sovrasta ogni altro sapore (ho preferito la prima assaggiata, ma potrebbe essere semplicemente una questione di tempi di maturazione differenti).

Chiudiamo con l’unica birra non italiana assaggiata: la o’hara, importata dal gestore del locale Bei Ben (uno dei nostri spacciatori di birra preferito). Anche questa birra non ha bisogno di presentazioni: una delle migliori stout attualmente prodotte.

Fieri delle nostre bevute (o degustazioni che dir si voglia) ci accingiamo a tornare a casa: salutiamo tutti gli amici incontrati fra un bicchiere e l’altro e via verso casa.

Considerazioni generali: a mio avviso la fiera a perso molto nel corso degli anni; gli espositori sono molto diminuiti e quindi anche la possibilità di scelta è diventata “limitata”. Tutto sommato però è aumentata la qualità: di birre nel lavandino ne ho viste finire ben pooche (personalmente non ne ho buttata nessuna), il chè è segno di una maggiore qualità generale.
Nota dolente son sempre i punti lavaggio. Quest’anno niente scovolini, ma solo un lavandino in acciaio nel quale serviva una laurea in ingegneria e tanta pazienza per cercare di capire come diavolo fare a far scendere una quantità di acqua decente per poter sciacquare i bicchieri. L’alternmativa era andare in bagno e sciacquarli nel lavandino.

OT: i Ciccioli.
I ciccioli sono un prodotto alimentare ottenuto dalla lavorazione del grasso presente nel tessuto adiposo interno del maiale nella preparazione dello strutto. I ciccioli sono un alimento ipercalorico che, nella tradizione contadina, rappresentava un ottimo pasto, in unione alla polenta. Ora si utilizzano soprattutto per accompagnare aperitivi ed antipasti. Sbriciolati rendono più gustose focacce, pane e polenta.
Un ernome GRAZIE ai ragazzi della Carboneria Reggiana per l’ottima cucina a base di Porco!! Complimenti!

Partial Mash

25 febbraio 2010 Beppesan Nessun commento

partial mashIl partial mash è una tecnica di birrificazione che si colloca a metà strada fra la produzione da estratto, e la produzione all-grain, a mio avviso è un buon metodo per passare gradualmente all’all-grain, che permette di prendere un minimo di confidenza con le varie fasi della cotta, senza però essere troppo impegnativo e senza richiedere grandi attrezzature.

Chi fa birra con il metodo E+G (estratto più grani), generalmente utilizza grani speciali che però non richiedono la fase di mash.  Esistono però molte tipologie di malto che necessitano di questa fase per poter estrarre tutte le sostanze di cui abbiamo bisogno per produrre la birra.

Di cosa abbiamo bisogno:
Come detto poco fa, questa tecnica non richiede molta attrezzatura in più di quella che si usa per la produzione da estratto non luppolato:

  • la nostra bella pentola
  • un grain bag per contenere i grani e separarli agevolmente dal mosto
  • il fermentatore

Come di produce con il Partial Mash:
A differenza del metodo all-grain, solo una parte dei grani necessita del mash dato che la maggior parte del mosto viene creato con l’estratto di malto non luppolato. In pratica viene fatto il mash solo si una parte del malto base e dei grani speciali che lo necessitano; terminato il (partial) mash e separati i grani esausti dal mosto, si aggiunge l’estratto, si porta il tutto a ebollizione e si procede come sempre con l’aggiunta del luppolo e il travaso nel fermentatore a bollitura terminata.

Creazione della Ricetta:
Una ricetta per  un partial mash deve contenere un minimo di malto base (es. il pale) e i grani speciali, oltre naturalmente agli altri ingredienti come il luppolo, l’acqua, eventuali spezie e il lievito.

Il processo di mash:
Il processo di mash converte le lunghe e complesse molecole di zucchero in molecole più corte e semplici, in modo tale che il lievito le possa “digerire” .  Il mash generalmente dura 30/60 minuti e consiste nel mantenere il mosto a temperatura costante (intorno ai 68°C).

Per mantenere la temperatura generalmente si usano 2 metodi:

  • mantenere il pentolone con il mosto sul fornello accendendo e spegnendo la fiamma in modo da mantenere la temperatura costante
  • il cosidetto “metodo a infusione“, consiste nel riscaldate una determinata quantità di acqua e aggiungerla al mosto per arrivare alla temperatura desiderata. Il mosto deve essere in un contenitore termoisolato per garantire il mantenimento della temperatura per tutto il tempo necessario.

Commettere un errore in questa fase, anche di pochi gradi, potrebbe portare allo stop del processo di mash e, quindi, a una conversione incompleta.

Per verificare che il processo è terminato è possibile utilizzare il classico test dello iodio: se aggiungendo qualche goccia di iodio a un po’ di mosto (sono sufficienti poche gocce)  la soluzione rimane “trasparente” il processo è terminato, viceversa se diventa scura (violacea) il mosto ha bisogno ancora di un po’ di tempo per essere pronto.

A questo punto è possibile separare i grani esausti dal mosto vero e proprio. Se si sono inseriti i grani nell’apposita grain bag il processo è molto semplice; altrimenti si possono usare altre attrezzature come il pentolone con doppio dondo, il “bazooka” o ancora altre tecniche.

Conclusa questa fase si può portare il mosto a ebollizione , si aggiunge l’estratto di malto non luppolato (liquido o secco che sia).

Da qui in poi si procede come per le altre tecniche di produzione di birra artigianale: si bolle il mosto, si aggiunge il luppolo e le eventuali spezie previste nella ricetta, si raffredda, si mette nel fermentatore, si aggiunge il lievito, si aspetta , si travasa, si imbottiglia e (finalmente) si beve!!

Categorie:Birraiolo.it, HomeBrew Tag: ,

Finalmente il blog è stato pubblicato

22 febbraio 2010 Beppesan Nessun commento

Dopo circa un anno dall’idea inziziale, ho trovato il tempo (e la voglia) di pubblciare il blog, che era pronto più o meno da maggio 2009!!!

E’ attivo in via sperimentale, per verificare anche il gradimento da parte degli utenti.
Non sarà un blog aggiornato quotidianamente, ma cercherò di postare qualche articolo sugli eventi/manifestazioni birrarie in giro per l’Italia e per il Mondo. cercherò, per quanto possibile, di scrivere anche qualche articolo in merito all’homebrewing e a tutti gli aspetti della produzione artigianale della birra.

Per il momento ho pubblicato un po’ di articoli “datati”; prossimamente ne pubblicherò altri pronti da tempo ma mai terminati.

Una volta terminata la fase di flashback, inizierò (finalmente) a scrivere qualche cosa di più recente, approfittanto se possibile di qualche fiera che si terrà nei prossimi giorni.

Per il momento è tutto; attendo un riscontro da parte degli utenti di birraiolo!
PROSIT!

Categorie:Birraiolo.it Tag: ,

Finalmente un Blog per Birraiolo.it

27 maggio 2009 Beppesan Nessun commento

Alla fine mi son deciso a installare un blog su Birraiolo.it.
Scelta un po’ forzata se devo essere sincero: dall’apertura di MoBi il traffico sul forum è calato parecchio, in pratica ero solamente io a scrivere. Da buon informatico mi son detto “se sono solo io ad aprire nuove discussioni… tanto vale creare un blog…”.
Per il momento blog e forum viaggeranno di pari passo, probabilmente ci sarà anche qualche contenuto duplicato; immagino ci saranno anceh alcune modifiche per quanto riguarda alcuine sezioni del sito vero e proprio, come quella dedicata agli Articoli che ora molto probabilmente troveranno spazio nel blog: più performante e comodo, con anche la possibilità per gli utenti di commentare.

Bhè, che dire… speriamo che la novità sia cosa gradita ;-)