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IBF 2010 – Milano

7 marzo 2010 Beppesan Nessun commento

Eccoci giunti al quinti appuntamento con questa manifestazione organizzata dall’associazione ADB.

Questo l’elenco degli espositori presenti:

1989 – Italia
Amiata – Italia
Bacherotti – Italia
Bauscia – Italia
Bi-Du – Italia
Birrone – Italia
BOA – Italia
Croce di Malto – Italia
del Ducato – Italia
Freccia – Italia
Geco – Italia
Henquet – Italia
L’Inconsueto – Italia
L’Orso Verde – Italia
Lariano – Italia
Les 3 Fourquets – Belgio
Menaresta – Italia
Rurale – Italia
San Paolo – Italia
Schäffler Bräu – Germania
Sguaraunda – Italia
Toccalmatto – Italia
Valcavallina – Italia

IBF 2010 002Abbiamo deciso di recarci all’IBF nel primo pomeriggio in modo da riuscire a girare la manifestazione con tranquillità prima dell’arrivo della massa serale. La scelta è stata ottima in quanto abbiamo fatto in tempo a girare un po’ fra gli stand dei birrifici e a parlare con qualche birraio oltre che con gli altri appassionati.
Questa manifestazione ormai è diventata per me un’occasione per incontrare facce conosciute come Inoki & Co. della Carboneria Reggiana, il buon Panzer, Corrado, ecc..

Prima di buttarci sulle birre sconosciute, abbiamo deciso di fare qualche assaggio di “riscaldamento” andando sul sicuro. Ci siamo recati quindi allo stand del Birrificio Rurale dove abbiamo potuto assaggiare tutte e tre le loro produzioni: Seta, Terzo Miglio (fresca vincitrice del primo premio al concorso Birra Dell’Anno 2010) e la Milady. Birre in gran forma!

Siamo passati poi a una nostra vecchia conoscenza: il Birrificio Orso Verde, con le ultra conosciute e apprezzate (almeno da me) Backdoor Bitter e la Rebelde. Una bella (ri)scoperta è stata la sua EdenBlanche: era una vita che non la bevevo e ne sono rimasto piacevolmente colpito. L’ho trovata molto migliorata rispetto all’ultimo assaggio (che risale a qualche annettò fa).

Passiamo quindi alle birre che non avevamo ancora assaggiato. Su consiglio dei ragazzi della Carboneria Reggiana proviamo quelle del Birrone, in paricolare la Cibus, la birra dei frati. Il Birraio infatti ci ha raccontato la storia di quella tipologia di birra, che veniva prodotta dai frati per aaffrontare il periodo della quaresima, nel quale erano costretti a digiunare. Questa birra di frumento era molto sostanziosa e alcolica (7.5%Alc.), la consumavano come se fosse un pasto bello sostanzioso, e poi tutti a nanna a smaltire la sbornia :-)

Passando davanti allo stand del Bi-Du non riusciamo a resistere ad un assaggio Di ArtigianAle, sempre buona (peccato non riuscire a berla così spasso come prima…)

Andiamo in un altro birrificio che non conoscevamo: ‘na Birretta.
- Chiara: leggera puzzetta solfurea… la lasciamo scaldare un po’, la puzzetta se ne va e lascia spazio all’assaggio di una birra tutto sommato buona.
- Raaf: quaesta birra affumicata non mi ha lasciato molto soddisfatto… ma è questione di gusti dato che altri l’hanno apprezzata.

Birrificio Amiata. Son sicuro di aver già assaggiato qualcosa di questo produttore, ma non ricordandomi nulla ho optato per qualche assaggio:
- Contessa: una IPA chiara, molto luppolata e beverina… una di quelle che mi son piaciute di più in questa manifestazione
- Drago della Selva: scottish ale leggermente affumicata, non l’ho trovata particolarmente entusiasmante (molto meglio la sorella IPA!)

Birrificio Henquet: l’unico in cui (saggiamente) ti danno l’opportunità di assaggiare le loro produzioni prima di fartele “pagare”. In questo stand ho assaggiato la Träpunä, una Maibock molto buona che mi ha lasciato soddisfatto della scelta.

Andiamo a fare tappa da altre vecchie conoscenze, cercando di assaggiare però qualche produzione nuova e ancora sconosciuta.
Birrificio del Ducato:
- Bink -> è quella che mi è piaciuta di più delle 4 assaggiate.
- Via Emilia -> non ha bisogno di presentazioni, è una vecchia conoscenza per tutti coloro ai quali piaccione le pils ben luppolate
- Bia -> IPA beverina e non eccessivamente luppolata
- Sally Brown -> E’ una via di mezzo fra una porter e una stout

Toccalmatto:
- Qui ho potuto assaggiare un’altra delle birre a mio avviso più buone presenti in fiera: la Skizoid. Una birra che rispecchia esattamente i miei gusti, una APA agrumata e resinosa dalla luppolatura estremamente abbondante (molto probabilmente luppoli americani).

La sera ormai è arrivata e quindi è giusta quasi l’ora di tornare a casa. Allora decidiamo di rifare un saltino allo stand del Birrificio Rurale dove assaggiamo un’altra Seta (differente da quella assaggiata nel primo pomeriggio): in questa il coriandolo si sente molto di più e quasi sovrasta ogni altro sapore (ho preferito la prima assaggiata, ma potrebbe essere semplicemente una questione di tempi di maturazione differenti).

Chiudiamo con l’unica birra non italiana assaggiata: la o’hara, importata dal gestore del locale Bei Ben (uno dei nostri spacciatori di birra preferito). Anche questa birra non ha bisogno di presentazioni: una delle migliori stout attualmente prodotte.

Fieri delle nostre bevute (o degustazioni che dir si voglia) ci accingiamo a tornare a casa: salutiamo tutti gli amici incontrati fra un bicchiere e l’altro e via verso casa.

Considerazioni generali: a mio avviso la fiera a perso molto nel corso degli anni; gli espositori sono molto diminuiti e quindi anche la possibilità di scelta è diventata “limitata”. Tutto sommato però è aumentata la qualità: di birre nel lavandino ne ho viste finire ben pooche (personalmente non ne ho buttata nessuna), il chè è segno di una maggiore qualità generale.
Nota dolente son sempre i punti lavaggio. Quest’anno niente scovolini, ma solo un lavandino in acciaio nel quale serviva una laurea in ingegneria e tanta pazienza per cercare di capire come diavolo fare a far scendere una quantità di acqua decente per poter sciacquare i bicchieri. L’alternmativa era andare in bagno e sciacquarli nel lavandino.

OT: i Ciccioli.
I ciccioli sono un prodotto alimentare ottenuto dalla lavorazione del grasso presente nel tessuto adiposo interno del maiale nella preparazione dello strutto. I ciccioli sono un alimento ipercalorico che, nella tradizione contadina, rappresentava un ottimo pasto, in unione alla polenta. Ora si utilizzano soprattutto per accompagnare aperitivi ed antipasti. Sbriciolati rendono più gustose focacce, pane e polenta.
Un ernome GRAZIE ai ragazzi della Carboneria Reggiana per l’ottima cucina a base di Porco!! Complimenti!

Italia Beer Festival 2008

16 febbraio 2010 Beppesan Nessun commento

Italia Beer Fest

Evento organizzato da ADB (Associazione degustratori birra) a Milano (fiera milanocity): biglietto di ingresso 6€ ai quali vanno aggiunti 3 euro di cauzione per il bicchiere da utilizzare durante gli assaggi.
Gli assaggi non sono liberi, ma occorre acquistare i “tappi” all’ingresso (1€ = 1 tappo); dopodichè si può decidere di spenderli con assaggi da 10cl (1 tappo) oppure assaggi da 25cl (2 tappi). Questo per la parte prettamente economica, ma che serve anche per far capire subito che l’evento, seppur pregevole, non ha il solo scopo di diffondere la cultura birraia, ma anche quello di far cassa (scelta più o meno condivisibile, chi sono io per emettere un giudizio?), tagliando un po’ le gambe a quegli appassionati che vorrebbero fare molti assaggi di birre differenti ma contemporaneamente diminuendo il numero di ubriachi vaganti per gli stand.

Dopo le due code (una per il biglietto d’ingresso, l’altra per l’acquisto dei tappi e il ritiro del bicchiere) finalmente si entra.
Il padiglione, come nella precedente edizione, è organizzato “a quadrato”: intorno ci sono tutti i piccoli stand dei vari birrifici e distributori presenti, mentre nella zona centrale sono presenti vari tavoli, il venditore di vettovaglie e i punti di pulizia dei bicchieri dotati di scovolino e fontanella.
L’aspetto “pulizia dei bicchieri” purtroppo non brilla certo per efficienza: i punti erano pochi e spesso era necessario stare in coda per poter lavare il proprio bicchiere; quando non c’era coda era perchè il sistema aveva qualche problema. Per non parlare della dislocazione: aver piazzato uno di questi punti proprio di fianco a un quadro elettrico non mi è sembrata proprio una genialata, per di più che non erano nemmeno molto fissi i lavabi in oggetto…

Ma passiamo finalmente al vero scopo di questa visita. le birre!!
I birrifici presenti non sono pochi (credo almeno una trentina), anche se quelli di qualità sono in netta minoranza. E’ presente anche uno stand di Beer Concept con parecchie buone spine.

Siamo partiti con il birrificio White Dog, dove abbiamo assaggiato la IPA e la PORTER.
IPAal naso si sente subito il pompelmo e l’agrumato (indice forse della presenza di luppolo cascade?), però ha un po’ poco corpo.
PORTER: anche qui c’è un po’ di carenza di corpo, al naso risaltano le note di liquirizia e caffè.

Tappa obbligata al Bi-Du dove abbiamo potuto assaggiare la Buena Suerte e una grande ArtigianAle randalizzata (con kent e cascade in plugs): birra estrema con un ottimo aroma di lupposo che sovrasta tutti gli altri sapori sia al naso che in bocca, corpo morbido e rotondo.

Passiamo dall’altra parte del quadrato e andiamo al Birrificio Menaresta di Carate Brianza, nuova realtà che però promette bene. Abbiamo assaggiato una birra alla cannella molto buona ed equilibrata: la Felina. (A quuesta birra viene aggiunta la cannella in fase di bollitura)

Fin qui tutto bene: birre bevibili e alcune veramente di ottima qualità. Ma non può andare sempre bene.. infatti siamo andati allo stand del birrificio Baüscia per assaggiare la Mild. Personalmente sono stato “salvato” da chi mi ha consigliato di tenermi il mio tappo e di andare a spenderlo per un’altra birra… chi invece l’ha presa non è rimasto particolarmente felice. Riporto solamente il commento meno cattivo: “sa di fogna di Calcutta“.
Mi dispiace di non aver assaggiato altre produzioni: ricordo che l’anno scorso (forse due anni fa) avevo bevuto qualche produzione di discreto livello.

Per rifarci la bocca siamo andati sul sicuro, dirigendoci verso lo stand del Birrificio del Ducato, ormai una conferma del panorama brassicolo italiano, ogni volta le birre prodotte di questo giovane mastro sono sempre più affinate e piacevoli.
New morning: corposa, fresca e morbida, con note di biscotto e caramello (c’è anche chi ci ha trovato del “medicinale, solvente” nel retrogusto)
A.F.O.: Si sente molto il Saaz (credo…), birra molto buona
Sally Black: un mix tra porter e stout molto ben riuscita con sentori di caramello, tostato e un po’ di cioccolato (spero di essermi ricordato correttamente il nome di questa birra!).

E’ la volta del birrificio Gilac.
Thea: pochissmo corpo, waterly, con una gran frizzantezza e bollicine molto fini… ricorda un po’ le birre realizzate con l’estratto di malto…
Cesar: birra un po’ più corposa di quella assaggiatea precedentemente, sempre molto frizzante con bollicine molto fini.
Sophie: La migliore delle tre assaggiate, ed è anche l’unica che ci è stata servita alla spina (la thea e la cesar arrivavano entrambe da bottiglie)

Birrificio HIBU
Koln: già dal nome si intuisce lo stile di riferimento, ovvero la Kolsch. Birra fresca, molto frizzantina, fine, leggermente fruttata. Stile azzeccato anche se non di mio particolare gradimento.
Eil: Birra in stile belga, prodotta con l’utilizzo di belgian Ale; leggermente acidula (acetico?), con un giusto equilibrio tra acido e corpo. Viene servita da delle caraffe per fare in modo di riscaldarla leggermante, in quanto la temperatura delle spina è troppo bassa.

Passeggiando qua e là arriviamo nei pressi dello stando di Beer Concept dove incontro e riconosco un personaggio che vedo spesso dietro le spine del Bei-Ben (locale della provincia di Varese). Facciamo quattro chiacchiere e assaggiamo qualche birretta:
Carlow Irish Stout: sorella della (forse) più famosa o’hara; è una stout con forti sentori di cioccolato, non è molto amara e ha un gran bel profuno, leggermente più estrema della sua sorella più famosa.
Imperial stout (birrificio Left hand): anche questa è una stout decisa, con sentori di cioccolato, forse un po’ più secca della birra irlandese assaggiata precedentemente.
Val dieu Gran cru: birra abbastanza alcolica (si sente l’etilico), dolce con una leggera nota di acidulità.
Bufalo: stout leggera, con un giusto bilanciamento fra dolce e amaro, leggermente “ferrosa”, molto fresca.

Ultima tappa nella zona che è stata ribattezzata “l’angolo delle meraviglia“, dove abbiamo assaggiato e riassaggiato alcune produzioni che ci sono piaciute maggiormente fra Bi-du, Orso Verde (ottima la Rebelde, mentre la backdoor randalizzata mi ha lasciato un po’ perplesso) e Baab.

Conclusioni a fine serata: molte le birre assaggiate, 50% buone, 50% da riprovare o da dimenticare. Questa manifestazione è stata sicuramente una bella esperienza che ci ha permesso di assaggiare delle birre difficili da reperire, incontrare tanti appassionati come noi e scambiare quattro chiacchiere sulle birre assaggiate.
L’organizzazione dell’evento è migliorabile, soprattutto per quanto riguarda la pulizia dei bicchieri, ma tutto sommato è stata comunque un’esperienza gradevole.
Purtroppo non ho partecipato a nessun laboratorio, quindi non posso esprimere una mia personale opinione su questi; spero l’anno prossimo di riuscire a seguirne almeno uno.

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IBF 2009 – Milano

16 febbraio 2010 Beppesan Nessun commento

Italia Beer Festival Milano (ex Salone della Birra Artigianale e di Qualità), fiera birraria organizzata da ADB (Associazione degustatori Birra) dal 20-23 Marzo 2009 presso il Palalido (Piazza Carlo Stuparich, 1) di Milano.

Elenco Espositori
Birrifici
1989
Amiata
B94
Baüscia
Bi-Du
Birra di Meni
Birrone
Boa
Bruton
Chevalier
Del Ducato
Docks
Doppio malto
Gallia Omnia
Henquet
Hibu
L’inconsueto
Lariano
Lefebvre
Menaresta
Orso Verde
Piazza dei mestieri
Rader
Ruppaner
Saint Johns
San Paolo
Sguaraunda
The Coopers yard
Toccalmatto
Vecchio birraio


Attrezzature

Cimec

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La location è differente da quella degli altri anni: non più in fiera MilanoCity, bensì al Palalido.
Siamo arrivati nel primo pomeriggio di domenica. La disposizione più raccolta ci è sembrata un’ottima idea: più raccolta e meno dispersiva rispetto alla precedente edizione. Qualche problema è arrivato verso sera quando i corridoi si sono popolati e affollati… è rimasta comunque tranquillamente vivibile.

Ho assaggiato alcune produzioni che non conoscevo, come per esempio la IPE del birrificio S.Paolo che mi è piaciuta parecchio, poi ci son state le solite conferme (Bidu, Bruton, Toccalmatto, OrsoVerde) e qualche assaggio che avrei potuto risparmiarmi (Piazza dei Mestieri).

Diciamo che è per me è stata un po’ la fiera delle IPA e del luppolo. Siamo partiti subito con la SuperanALE (nome a dir poco particolare) del Bi-Du: una rivisitazione super luppolata della più famosa e blasonata ArtigianAle (vincitrice della manifestazione).
Siamo poi passati al birrificio S.Paolo dove abbiamo assaggiato la IPE: ottima scoperta.

Tappa successiva è stata il birrificio Bruton dove abbiamo fatto in tempo a degustarci “La Cosa“, altra ottima IPA extraluppolata. Dello stesso birrificio la Lilith è stata un’altra esplosione di luppolo (Cascade), forse la birra che mi è piaciuta maggiormente in questa giornata di assaggi.

Altri birrifici presso i quali abbiamo assaggiato delle buone produzioni sono stati Toccalmatto, Menaresta, Orso Verde.

Purtroppo improponibile il birrificio “Piazza dei Mestieri”: abbiamo assaggiato due produzioni, ma già al naso i problemi erano evidenti… speriamo sia solo un caso e non una costante nelle loro produzioni.

C’erano anche un paio di stand di pub: 4:20 e Bei-Ben presso i quali era possibile assaggiare delle buone birre, in particolare al 4:20 la scelta era molto ampia e particolare con birre di importazione americane. Mi sono piaciute molto la Mikkeller Warrior IPA e la De Molen Boreft.

Dopo svariati assaggi giunge l’ora di abbandonare la fiera e tornarcene a casa. Tirando le somme della giornata direi che è stata una bella manifestazione, ho assaggiato molte birre che non conoscevo e riassaggiato alcune per “andare sul sicuro”. Ritrovato vecchi amici e scambiato quattro chiacchiere con altri appassionati di buona birra.

Sono uscito solamente con una domanda che mi frullava in testa: “Ma il Sig. Valentino Rossi dell’Inconsueto… avrà venduto qualche sua produzione?“…

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