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Una Birra per L’Abruzzo

13 marzo 2010 Beppesan Nessun commento

Tutti ricordiamo con dolore il sisma che il 6 aprile colpì l’Abruzzo.
In molti si sono organizzati per raccogliere fondi da destinare alle popolazioni colpite dal terremoto.
Uno di questi è stato il Piccolo Birrificio:

Ciao,

come penso a tutti voi sia successo oggi, mi sono ritrovato in auto di rientro in birrificio a chiedermi come avrei potuto aiutare le vittime del terremoto. Purtroppo il lavoro non mi permette di recarmi in Abruzzo e non ho nemmeno grandi disponibilità di danaro.

Ciò che ho è la birra. In particolare ho una cotta di una nuova birra che avrei imbottigliato la prossima settimana. Ho pensato che potevamo insieme fare qualcosa.

L’idea è di vendere l’intera cotta, etichettata per l’occasione in modo che sia riconoscibile, e che l’intero ricavato, al netto delle sole spese di spedizione (perché il corriere non ha accettato di contribuire) venga devoluto alla CRI destinato all’Abruzzo.

In pratica la birra viene venduta in confezioni da 24 bottiglie da 33cc al prezzo di 50€ a cartone. Per ogni cartone venduto il corriere ci chiede una tombola (20€) e solo la differenza (ad oggi 30€) andrebbe alla CRI. Domani proviamo con Poste Italiane per vedere se riusciamo ad ottenere costi più bassi e di conseguenza aumentare il contributo alla CRI. In ogni caso anche se non otteniamo un miglior prezzo l’operazione viene fatta.

Dovremmo riuscire ad ottenere tra 80 e 100 cartoni ( lo sapremo dopo aver imbottigliato gli 800 litri della cotta) che dovrebbero portare un contributo compreso tra 2400€ e 3000€ almeno (se riusciamo a contenere i costi di trasporto anche qualcosa in più).

Comunque la cosa funzionerebbe così:

  • Chi vuole contribuire può fare una richiesta a mezzo mail ad abruzzo@piccolobirrificio.com
  • Mandiamo a chi lo chiede, il numero di ccp sul quale fare il versamento (ancora non lo abbiamo potuto aprire ma dovremmo averlo per domani)
  • Alla fine della prossima settimana cominciamo a spedire le confezioni.
  • Per ogni acquisto noi facciamo un versamento sul ccp n° 300004 intestato a CRI via Toscana 12 Roma pro terremoto Abruzzo della cifra al netto dei costi di trasporto a nome dell’acquirente.
  • MOBI ci ha dato ospitalità e pubblicheremo la lista completa degli acquirenti , i dati relativi ai versamenti fatti e la fattura relativa ai costi di trasporto sostenuti.
  • Noi non tratterremo nulla.

Pensiamo che per una volta il perché beviamo una birra sia meno importante del per chi lo facciamo.

L’iniziativa è stata appoggiata e sostenuta da diversi sito/forum/blog a tema brassicolo. Si è cercato di creare dei gruppi di acquisto per limitare le spese di trasporto e quindi aumentare il ricavato da devolvere alla Croce Rossa Italiana.

Nel mio piccolo ho voluto contribuire acquistandone una cassa, unendo quindi l’utile al dilettevole.

La birra è arrivata qualche giorno fa e devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso: non conoscevo bene il birrificio in questione, avevo solo effettuato qualche assaggio nelle varie fiere e manifestazioni.
La birra in questione è una “BRUIAR” una birra chiara di frumento e segale di 13° plato con l’aggiunta di spezie in bollitura (coriandolo e arancio dolce) ed in fase di imbottigliamento con un liqueur de dosage. [IBU: 35 - alc. Vol. 5,8% - rifermentata con un lievito da prosecco fino a 3 vol.]
Al primo assaggio l’h0 trovata strana, ma non in senso negativo, meglio dire originale forse. Negli assaggi successivi ho imparato ad apprezzarla e a conoscerla sempre di più, svuotando mezza cassa nel giro di una settimana.

Complimenti quindi allo staff del Piccolo Birrificio Apricale sia per la lodevole iniziativa benefica, sia per la qualità del prodotto realizzato. Nota di merito anche per l’organizzazione e la gestione delle ordinazioni: ci sono stati dei ritardi nei preparativi e nella spedizione, ma alla fine è arrivato tutto a tutti.

IBF 2010 – Milano

7 marzo 2010 Beppesan Nessun commento

Eccoci giunti al quinti appuntamento con questa manifestazione organizzata dall’associazione ADB.

Questo l’elenco degli espositori presenti:

1989 – Italia
Amiata – Italia
Bacherotti – Italia
Bauscia – Italia
Bi-Du – Italia
Birrone – Italia
BOA – Italia
Croce di Malto – Italia
del Ducato – Italia
Freccia – Italia
Geco – Italia
Henquet – Italia
L’Inconsueto – Italia
L’Orso Verde – Italia
Lariano – Italia
Les 3 Fourquets – Belgio
Menaresta – Italia
Rurale – Italia
San Paolo – Italia
Schäffler Bräu – Germania
Sguaraunda – Italia
Toccalmatto – Italia
Valcavallina – Italia

IBF 2010 002Abbiamo deciso di recarci all’IBF nel primo pomeriggio in modo da riuscire a girare la manifestazione con tranquillità prima dell’arrivo della massa serale. La scelta è stata ottima in quanto abbiamo fatto in tempo a girare un po’ fra gli stand dei birrifici e a parlare con qualche birraio oltre che con gli altri appassionati.
Questa manifestazione ormai è diventata per me un’occasione per incontrare facce conosciute come Inoki & Co. della Carboneria Reggiana, il buon Panzer, Corrado, ecc..

Prima di buttarci sulle birre sconosciute, abbiamo deciso di fare qualche assaggio di “riscaldamento” andando sul sicuro. Ci siamo recati quindi allo stand del Birrificio Rurale dove abbiamo potuto assaggiare tutte e tre le loro produzioni: Seta, Terzo Miglio (fresca vincitrice del primo premio al concorso Birra Dell’Anno 2010) e la Milady. Birre in gran forma!

Siamo passati poi a una nostra vecchia conoscenza: il Birrificio Orso Verde, con le ultra conosciute e apprezzate (almeno da me) Backdoor Bitter e la Rebelde. Una bella (ri)scoperta è stata la sua EdenBlanche: era una vita che non la bevevo e ne sono rimasto piacevolmente colpito. L’ho trovata molto migliorata rispetto all’ultimo assaggio (che risale a qualche annettò fa).

Passiamo quindi alle birre che non avevamo ancora assaggiato. Su consiglio dei ragazzi della Carboneria Reggiana proviamo quelle del Birrone, in paricolare la Cibus, la birra dei frati. Il Birraio infatti ci ha raccontato la storia di quella tipologia di birra, che veniva prodotta dai frati per aaffrontare il periodo della quaresima, nel quale erano costretti a digiunare. Questa birra di frumento era molto sostanziosa e alcolica (7.5%Alc.), la consumavano come se fosse un pasto bello sostanzioso, e poi tutti a nanna a smaltire la sbornia :-)

Passando davanti allo stand del Bi-Du non riusciamo a resistere ad un assaggio Di ArtigianAle, sempre buona (peccato non riuscire a berla così spasso come prima…)

Andiamo in un altro birrificio che non conoscevamo: ‘na Birretta.
- Chiara: leggera puzzetta solfurea… la lasciamo scaldare un po’, la puzzetta se ne va e lascia spazio all’assaggio di una birra tutto sommato buona.
- Raaf: quaesta birra affumicata non mi ha lasciato molto soddisfatto… ma è questione di gusti dato che altri l’hanno apprezzata.

Birrificio Amiata. Son sicuro di aver già assaggiato qualcosa di questo produttore, ma non ricordandomi nulla ho optato per qualche assaggio:
- Contessa: una IPA chiara, molto luppolata e beverina… una di quelle che mi son piaciute di più in questa manifestazione
- Drago della Selva: scottish ale leggermente affumicata, non l’ho trovata particolarmente entusiasmante (molto meglio la sorella IPA!)

Birrificio Henquet: l’unico in cui (saggiamente) ti danno l’opportunità di assaggiare le loro produzioni prima di fartele “pagare”. In questo stand ho assaggiato la Träpunä, una Maibock molto buona che mi ha lasciato soddisfatto della scelta.

Andiamo a fare tappa da altre vecchie conoscenze, cercando di assaggiare però qualche produzione nuova e ancora sconosciuta.
Birrificio del Ducato:
- Bink -> è quella che mi è piaciuta di più delle 4 assaggiate.
- Via Emilia -> non ha bisogno di presentazioni, è una vecchia conoscenza per tutti coloro ai quali piaccione le pils ben luppolate
- Bia -> IPA beverina e non eccessivamente luppolata
- Sally Brown -> E’ una via di mezzo fra una porter e una stout

Toccalmatto:
- Qui ho potuto assaggiare un’altra delle birre a mio avviso più buone presenti in fiera: la Skizoid. Una birra che rispecchia esattamente i miei gusti, una APA agrumata e resinosa dalla luppolatura estremamente abbondante (molto probabilmente luppoli americani).

La sera ormai è arrivata e quindi è giusta quasi l’ora di tornare a casa. Allora decidiamo di rifare un saltino allo stand del Birrificio Rurale dove assaggiamo un’altra Seta (differente da quella assaggiata nel primo pomeriggio): in questa il coriandolo si sente molto di più e quasi sovrasta ogni altro sapore (ho preferito la prima assaggiata, ma potrebbe essere semplicemente una questione di tempi di maturazione differenti).

Chiudiamo con l’unica birra non italiana assaggiata: la o’hara, importata dal gestore del locale Bei Ben (uno dei nostri spacciatori di birra preferito). Anche questa birra non ha bisogno di presentazioni: una delle migliori stout attualmente prodotte.

Fieri delle nostre bevute (o degustazioni che dir si voglia) ci accingiamo a tornare a casa: salutiamo tutti gli amici incontrati fra un bicchiere e l’altro e via verso casa.

Considerazioni generali: a mio avviso la fiera a perso molto nel corso degli anni; gli espositori sono molto diminuiti e quindi anche la possibilità di scelta è diventata “limitata”. Tutto sommato però è aumentata la qualità: di birre nel lavandino ne ho viste finire ben pooche (personalmente non ne ho buttata nessuna), il chè è segno di una maggiore qualità generale.
Nota dolente son sempre i punti lavaggio. Quest’anno niente scovolini, ma solo un lavandino in acciaio nel quale serviva una laurea in ingegneria e tanta pazienza per cercare di capire come diavolo fare a far scendere una quantità di acqua decente per poter sciacquare i bicchieri. L’alternmativa era andare in bagno e sciacquarli nel lavandino.

OT: i Ciccioli.
I ciccioli sono un prodotto alimentare ottenuto dalla lavorazione del grasso presente nel tessuto adiposo interno del maiale nella preparazione dello strutto. I ciccioli sono un alimento ipercalorico che, nella tradizione contadina, rappresentava un ottimo pasto, in unione alla polenta. Ora si utilizzano soprattutto per accompagnare aperitivi ed antipasti. Sbriciolati rendono più gustose focacce, pane e polenta.
Un ernome GRAZIE ai ragazzi della Carboneria Reggiana per l’ottima cucina a base di Porco!! Complimenti!