IBF 2010 – Milano

IBF 2010 – Milano

Eccoci giunti al quinti appuntamento con questa manifestazione organizzata dall’associazione ADB.

Questo l’elenco degli espositori presenti:

1989 – Italia
Amiata – Italia
Bacherotti – Italia
Bauscia – Italia
Bi-Du – Italia
Birrone – Italia
BOA – Italia
Croce di Malto – Italia
del Ducato – Italia
Freccia – Italia
Geco – Italia
Henquet – Italia
L’Inconsueto – Italia
L’Orso Verde – Italia
Lariano – Italia
Les 3 Fourquets – Belgio
Menaresta – Italia
Rurale – Italia
San Paolo – Italia
Schäffler Bräu – Germania
Sguaraunda – Italia
Toccalmatto – Italia
Valcavallina – Italia

IBF 2010 002Abbiamo deciso di recarci all’IBF nel primo pomeriggio in modo da riuscire a girare la manifestazione con tranquillità prima dell’arrivo della massa serale. La scelta è stata ottima in quanto abbiamo fatto in tempo a girare un po’ fra gli stand dei birrifici e a parlare con qualche birraio oltre che con gli altri appassionati.
Questa manifestazione ormai è diventata per me un’occasione per incontrare facce conosciute come Inoki & Co. della Carboneria Reggiana, il buon Panzer, Corrado, ecc..

Prima di buttarci sulle birre sconosciute, abbiamo deciso di fare qualche assaggio di “riscaldamento” andando sul sicuro. Ci siamo recati quindi allo stand del Birrificio Rurale dove abbiamo potuto assaggiare tutte e tre le loro produzioni: Seta, Terzo Miglio (fresca vincitrice del primo premio al concorso Birra Dell’Anno 2010) e la Milady. Birre in gran forma!

Siamo passati poi a una nostra vecchia conoscenza: il Birrificio Orso Verde, con le ultra conosciute e apprezzate (almeno da me) Backdoor Bitter e la Rebelde. Una bella (ri)scoperta è stata la sua EdenBlanche: era una vita che non la bevevo e ne sono rimasto piacevolmente colpito. L’ho trovata molto migliorata rispetto all’ultimo assaggio (che risale a qualche annettò fa).

Passiamo quindi alle birre che non avevamo ancora assaggiato. Su consiglio dei ragazzi della Carboneria Reggiana proviamo quelle del Birrone, in paricolare la Cibus, la birra dei frati. Il Birraio infatti ci ha raccontato la storia di quella tipologia di birra, che veniva prodotta dai frati per aaffrontare il periodo della quaresima, nel quale erano costretti a digiunare. Questa birra di frumento era molto sostanziosa e alcolica (7.5%Alc.), la consumavano come se fosse un pasto bello sostanzioso, e poi tutti a nanna a smaltire la sbornia 🙂

Passando davanti allo stand del Bi-Du non riusciamo a resistere ad un assaggio Di ArtigianAle, sempre buona (peccato non riuscire a berla così spasso come prima…)

Andiamo in un altro birrificio che non conoscevamo: ‘na Birretta.
– Chiara: leggera puzzetta solfurea… la lasciamo scaldare un po’, la puzzetta se ne va e lascia spazio all’assaggio di una birra tutto sommato buona.
– Raaf: quaesta birra affumicata non mi ha lasciato molto soddisfatto… ma è questione di gusti dato che altri l’hanno apprezzata.

Birrificio Amiata. Son sicuro di aver già assaggiato qualcosa di questo produttore, ma non ricordandomi nulla ho optato per qualche assaggio:
– Contessa: una IPA chiara, molto luppolata e beverina… una di quelle che mi son piaciute di più in questa manifestazione
– Drago della Selva: scottish ale leggermente affumicata, non l’ho trovata particolarmente entusiasmante (molto meglio la sorella IPA!)

Birrificio Henquet: l’unico in cui (saggiamente) ti danno l’opportunità di assaggiare le loro produzioni prima di fartele “pagare”. In questo stand ho assaggiato la Träpunä, una Maibock molto buona che mi ha lasciato soddisfatto della scelta.

Andiamo a fare tappa da altre vecchie conoscenze, cercando di assaggiare però qualche produzione nuova e ancora sconosciuta.
Birrificio del Ducato:
– Bink -> è quella che mi è piaciuta di più delle 4 assaggiate.
– Via Emilia -> non ha bisogno di presentazioni, è una vecchia conoscenza per tutti coloro ai quali piaccione le pils ben luppolate
– Bia -> IPA beverina e non eccessivamente luppolata
– Sally Brown -> E’ una via di mezzo fra una porter e una stout

Toccalmatto:
– Qui ho potuto assaggiare un’altra delle birre a mio avviso più buone presenti in fiera: la Skizoid. Una birra che rispecchia esattamente i miei gusti, una APA agrumata e resinosa dalla luppolatura estremamente abbondante (molto probabilmente luppoli americani).

La sera ormai è arrivata e quindi è giusta quasi l’ora di tornare a casa. Allora decidiamo di rifare un saltino allo stand del Birrificio Rurale dove assaggiamo un’altra Seta (differente da quella assaggiata nel primo pomeriggio): in questa il coriandolo si sente molto di più e quasi sovrasta ogni altro sapore (ho preferito la prima assaggiata, ma potrebbe essere semplicemente una questione di tempi di maturazione differenti).

Chiudiamo con l’unica birra non italiana assaggiata: la o’hara, importata dal gestore del locale Bei Ben (uno dei nostri spacciatori di birra preferito). Anche questa birra non ha bisogno di presentazioni: una delle migliori stout attualmente prodotte.

Fieri delle nostre bevute (o degustazioni che dir si voglia) ci accingiamo a tornare a casa: salutiamo tutti gli amici incontrati fra un bicchiere e l’altro e via verso casa.

Considerazioni generali: a mio avviso la fiera a perso molto nel corso degli anni; gli espositori sono molto diminuiti e quindi anche la possibilità di scelta è diventata “limitata”. Tutto sommato però è aumentata la qualità: di birre nel lavandino ne ho viste finire ben pooche (personalmente non ne ho buttata nessuna), il chè è segno di una maggiore qualità generale.
Nota dolente son sempre i punti lavaggio. Quest’anno niente scovolini, ma solo un lavandino in acciaio nel quale serviva una laurea in ingegneria e tanta pazienza per cercare di capire come diavolo fare a far scendere una quantità di acqua decente per poter sciacquare i bicchieri. L’alternmativa era andare in bagno e sciacquarli nel lavandino.

OT: i Ciccioli.
I ciccioli sono un prodotto alimentare ottenuto dalla lavorazione del grasso presente nel tessuto adiposo interno del maiale nella preparazione dello strutto. I ciccioli sono un alimento ipercalorico che, nella tradizione contadina, rappresentava un ottimo pasto, in unione alla polenta. Ora si utilizzano soprattutto per accompagnare aperitivi ed antipasti. Sbriciolati rendono più gustose focacce, pane e polenta.
Un ernome GRAZIE ai ragazzi della Carboneria Reggiana per l’ottima cucina a base di Porco!! Complimenti!